Un viaggio in quel pianeta intessuto di reciproco aiuto
Luglio 8, 2019

“Nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli uomini si educano insieme, con la mediazione del mondo.” – Paulo Freire

Il ritorno da un lungo viaggio ci pone sempre di fronte una smisurata valigia di ricordi: le esperienze vissute riaffiorano tacitamente da una memoria che non dimentica il cambiamento viscerale accaduto. Ognuno porta con sé una personale valigia caratterizzata da esperienze e ricordi che non possono che includere gli altri.

C’è chi riesce a descrivere questo viaggio con poche parole: Mare, Arrampicata, Acqua, Giardinaggio, parole che riescono a racchiudere l’unicità dei ricordi vissuti nella condivisione dei legami e nell’instaurazione di nuove amicizie e conoscenze. Per altri, invece, la descrizione si fa più sensoriale ed emotiva: il clima respirato e il cambiamento vissuto…

Ognuno trova così la propria profondità in relazione alla consapevolezza e alla personale ricerca di senso, in quella vastità esperienziale che diviene puro esercizio di ridefinizione e ritrovamento di se stessi.

“Nella condivisione il sentire diventa così sapere… Lo si costruisce nella relazione con gli altri.” – Vanna Iori

Ogni esperienza può essere modificata da ciò che chiamiamo EMOZIONE, che sia più pratica, più emotiva o di gruppo. Sono emozioni potenti vivere un luogo percependolo come Casa, fare parte di un gruppo che rappresenta una famiglia, ritrovare la pace con se stessi e con gli altri, superare paure e scoprire la naturale diversità e unicità che ci circonda… Un’emozione sa mutare il significato e la percezione di un’esperienza: è proprio lo spazio vissuto che si trasforma grazie alla sinergia e all’influenza di corpi che liberano tonalità emozionali, divenendo così un luogo per tutti e di tutti. Il viaggio estivo che abbiamo vissuto possiede la forza vitale di ricordi che sanno rievocare quelle sensazioni di casa, amore, affetto, accettazione, inclusione e possibilità che solo la meraviglia della coesione e condivisione umana possono emanare.

“Sono proprio le possibilità a consentire la speranza e a mantenere l’apertura al futuro, dischiudendo orizzonti possibili” – Elisabetta Musi

Nel corso delle settimane questi ricordi emergono in superficie e liberamente si disperdono in quell’aria dove ognuno può far sentire la sua voce, sapendo di essere ascoltato e accettato. Quel cerchio magico che veniva a costituirsi quasi naturalmente giorno dopo giorno e magicamente includeva le singolarità di ogni singolo gruppo, non rappresentava solamente un momento organizzativo di accoglienza e di inizio attività, ma un’alchimia di voci e sguardi che si rivolgevano all’altro con la curiosità di conoscere e di ascoltare. Momenti di confronto e di ascolto si univano così in un luogo costruito sì umanamente, ma che sapeva connaturarsi naturalmente nella dissolvenza delle lontananze reciproche.

Questa alchimia si è mostrata nella sua intensità nei giorni conclusivi dell’estate ragazzi. Tutti i gruppi si sono uniti non solo per confrontarsi reciprocamente su quello che avevano vissuto e sperimentato, riuscendo liberamente ad aprirsi all’ascolto dell’altro; con entusiasmo hanno ripercorso le loro settimane grazie alla visione condivisa dei loro video, dove le emozioni trasparivano dalle immagini e dalle reazioni dei ragazzi.

Il contatto tra mondi diversi innesca quell’avvicinamento e quell’attrazione che diviene parte integrante della collettività di CasaOz grazie alla forza di sentimenti ed emozioni, sia espressi che taciuti. Questo contatto trova così nelle parole, nei gesti, negli sguardi e nei silenzi i segnali di uno stare insieme caratterizzato dal bisogno di essere presenti nella familiarità e nell’intimità.

 

           A volte bastano poche parole per riuscire a trasmettere quello che un luogo sa restituire:

“L’altro mi ha aiutato a superare le mie paure.” – F. ,12 anni

“Un cammino dove ho imparato il bello di essere diversi.” – S., 14 anni, Ministaff

“Un luogo che mi ha dato molto, forse qualcosa di inaspettato e poco raccontabile che ha suscitato in me una spontanea voglia di restituire quel benessere ricevuto.” – A., 16 anni, Ministaff 

“Ho conosciuto meglio questi ragazzi: le loro potenzialità, fragilità e la loro spiccata vitalità che riesce ad accrescere e contaminare l’aria che si respira.” – Servizio Civilista

“La ricchezza delle risorse ha donato umanamente un implacabile equilibrio a questa realtà: bambini, ragazzi, educatori, volontari e una molteplicità di persone che lavorano costantemente a CasaOz.” – Educatrice

“E’ stata un’occasione  di totale immersione nello spirito di CasaOz.” – Volontario

  

Cosa mi porto a Casa?