Un grande riconoscimento da EBT
Giugno 28, 2019
Viaggiatori terrestri: una valigia sempre aperta
Luglio 29, 2019
Vedi Tutti

Un viaggio in quel pianeta intessuto di reciproco aiuto

Tag

Siamo a metà della nostra Estate Ragazzi, che si sta svolgendo all’insegna di un’immersione spontanea e arricchente in quel mondo costellato da collaborazione e aiuto reciproco. Il caldo atipico di questi giorni, ormai diventato un compagno fedele, non ha fermato l’entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco di bambini e ragazzi divenuti parte integrante di CasaOz: essi animano un microcosmo di diversità dove ognuno trova il suo spazio di respiro vitale.

L’estate rappresenta un’uscita repentina da una routine che spesso ci fa dimenticare di essere parte del pianeta mondo e toglie ossigeno. Cosa ci rimane? Scoprirci e riscoprirci curiosi e coraggiosi di incontrare il nostro animo in sinergia con la connessione mente-corpo-natura.

CasaOz simboleggia quella porta sul mondo capace di traghettare l’individuo verso la libertà di essere, attraverso una presa di consapevolezza della propria e dell’altrui alterità, che permette di sfuggire anche da pressioni sociali e culturali.

La realtà che si respira in queste afose settimane di giugno può essere illustrata metaforicamente dal processo chiamato irraggiamento, ovvero quella trasmissione di calore tra i corpi che non implica un contatto fisico diretto. Il corpo umano, come una sorgente di calore, riesce a dissipare spontaneamente nell’aria un’energia unica e speciale, quella della condivisione e dall’aiuto reciproco nell’accettazione della diversità che ci distingue e allo stesso tempo ci rende unici. Sembrano quasi “magici flussi” che riescono a far sentire a casa ogni persona che orbita nello spazio di CasaOz. Si crea così un equilibrio armonioso tra tutti i gruppi dell’estate ragazzi: piccoli, medi, grandissimi e mini-staff, ognuno dei quali, nelle diverse possibilità e risorse, contribuisce a rendere ogni incontro un’apertura al sentire empatico.

Gli incontri tematici, le esperienze inusuali (Arrampicata, Giardinaggio, Laboratorio di musica con strumenti costruiti con le più disparate materie che abitano il nostro quotidiano, Laboratorio di cucina che ad ogni incontro muta la sua ricerca sensoriale) e le uscite sul territorio torinese e piemontese (Gita a Moncalvo, Mini Olimpiadi ad Airasca, Gita al Parco avventura e rafting a Condove), sono pensate per accompagnare il singolo individuo e il gruppo nella sua totalità, nella ricerca di senso che varia e si adegua al variare dell’esigenza del qui ed ora. Ognuno può così sperimentare un divertimento e una spensieratezza pensata e soppesata, e permettersi di cadere e rialzarsi traendo dagli altri un aiuto spontaneo e amichevole.

Il gruppo del mini-staff, la novità di quest’anno, si aggiudica decisamente il podio in una società complessa come quella di oggi. È il gruppo degli adolescenti di CasaOz -più qualche ragazzo che volontariamente ha deciso di sperimentare un’esperienza diversa dal solito- che sta riuscendo a portare avanti, giorno dopo giorno, l’enorme sfida di mantenere un clima non giudicante e di accettazione all’interno dell’estate ragazzi. Grazie a loro, l’estate ragazzi di quest’anno si sta arricchendo di quella forza che solo l’emozione riesce a muovere. L’impegno verso gli altri, sotto la supervisione costante degli educatori, sta trasformando questa esperienza in una vera scuola di vita. I ragazzi dimostrano dedizione non solo verso l’aspetto organizzativo (apparecchiare con cura i tavoli, servire con piacere pasti freschi, riordinare, programmare le attività più svariate, etc.) ma anche verso quello educativo (prendersi cura dei bambini e dei ragazzini aiutandoli sia nei momenti difficili sia in quelli più giocosi, coinvolgendoli magicamente con quell’entusiasmo che li contraddistingue).

Infatti,  avere la possibilità di poter essere e sentirsi capaci di essere secondo le proprie risorse personali, innesca in questi ragazzi un senso di utilità e responsabilità che non solo accresce la loro autostima, ma apporta un cambiamento radicale nei loro sguardi: la spontaneità del saper essere sé stessi e l’accorgersi dell’altro non così diverso da sé. La creazione di un rapporto di collaborazione con questi ragazzi ha apportato maggior significatività alla loro esperienza e a quella altrui, creando un’ulteriore breccia alla comprensione del mondo interiore e di quello circostante.

Le settimane non sono finite e noi continueremo ad incuriosirci, appassionarci, scoprire e riscoprirci, facendoci attrarre anche dall’ignoto senza respingerlo o impaurirci perché sappiamo che qualcuno sarà proprio accanto a noi tendendoci la sua mano colma d’aiuto.